Gianluca Vannucci

di Sherif Awad

Gianluca Vannucci


Nella mia famiglia non c’è mai stato nessuno particolarmente interessato al cinema, al teatro o alla recitazione in generale. Al liceo quando non avevo fatto i compiti o studiato saltavo la scuola e andavo nella videoteca della mia città a vedere i film che hanno fatto la storia del   cinema. Da ragazzo divoravo film su film. Mi piacevano molto e come modello mi ispiravo a James Dean, Steve McQueen, Paul Newman, Marlon Brando, Robert Redford, Warren Beatty e tanti altri, in generale seguivo molto la recitazione dell’actor’s studio, in Italia considero un Maestro il compianto Gian Maria Volonté.

Poi durante l’università (mi sono laureato in giurisprudenza a Urbino e sono diventato in seguito avvocato), ho capito che volevo fare l’attore e che non sono riuscito a reprimere questo desiderio. Così a metà del mio percorso universitario ho deciso parallelamente di scendere a Roma per studiare una settimana al mese con il mio maestro di recitazione e appena mi sono laureato, tre giorni dopo la mia laurea sono andato a vivere a Roma, dove vivo tuttora.  Ho scelto di studiare a Roma con uno degli allievi che ha avuto Lee Strasberg, Michael Margotta. A lui devo tanto, non avendo fatto nessuna accademia di recitazione, ha lavorato interamente su una tabula rasa, tale era il mio background quando sono andato a studiare nella sua scuola a Roma, l’Actor’s Center, che purtroppo oggi non esiste più.

-Mi sono sempre chiesto che cosa sia la celebrità, e sono arrivato a questa conclusione: la celebrità è quella condizione che porta, attraverso la tua presenza, le tue azioni ed opinioni, a poter influenzare la società, nel bene o nel male. Detto questo con le mie opere e interpretazioni vorrei dare un apporto o comunque un contributo positivo nella società di oggi. Ovviamente il mio obiettivo è focalizzato nel migliorare e progredire a livello nazionale, tuttavia se avessi l’opportunità di poter lavorare anche a livello internazionale, sarebbe fantastico.

-Purtroppo le difficoltà nel mio ambiente lavorativo sono legate al fatto che siamo veramente tanti attori in Italia e molto spesso ci si trova a essere selezionati e ottenere il lavoro grazie alla proprie conoscenze personali. Non è sufficiente studiare tanto ed essere perfetti per il ruolo, a volte è necessario anche un po’ di fortuna, cioè trovarsi al posto giusto al momento giusto. Per non parlare del fatto che se fai parte di un’agenzia influente, hai sicuramente più possibilità di partecipare al casting del progetto. Non si fanno mai abbastanza provini, o meglio, molti ruoli sono già assegnati prima ancora di iniziare a fare il casting.

- Stiamo vivendo un momento molto particolare a causa di questa pandemia e sicuramente una volta che ne usciremo le cose non saranno più come prima, ci sono tantissimi film che dovevano uscire e tanti altri che presto saranno pronti e che creano una sorta di ingorgo: centinaia e centinaia di titoli che non si sa ancora se riusciranno ad uscire nelle sale cinematografiche ma è molto più probabile che col passare del tempo finiranno nelle piattaforme tipo Netflix o Amazon Prime. Fortunatamente per noi attori le cose non sono cambiate più di tanto perché facciamo le audizioni tramite i video-provini senza presentarci all’audizione fisicamente, però comunque il fatto che i Set stiano continuando a lavorare e a funzionare, ci permettono di continuare a lavorare, naturalmente con tutti i controlli sanitari del caso. In Italia molto spesso gli attori che lavorano sono sempre gli stessi e la contemporaneità della ripartenza dei Set non ha permesso alle produzioni di poterli assumere contemporaneamente in tutti, e così paradossalmente le produzioni hanno dovuto attingere assumendo anche quei colleghi che lavorano meno, facendo così lavorare un po’ di più tutti, finalmente aggiungerei

Gianluca Vannucci

-Cerco soprattutto di selezionare un progetto dove è importante la storia e dove i personaggi da interpretare siano stimolanti, ho soprattutto un occhio particolare riguardo alle produzioni indipendenti perché è giusto che queste vengano sostenute poiché a volte sfornano prodotti davvero di qualità con una spesa relativamente bassa. Ho avuto personalmente la fortuna di fondare con alcuni colleghi che sono soprattutto dei cari amici una piccola società di produzione, la Almost Famous Production. Questa società ci permette di poter chiedere finanziamenti per realizzare direttamente quelle storie che desideriamo far venire alla luce. Riguardo al resto sono nelle mani del mio agente!!

-Venendo da un percorso di studi totalmente estraneo alla recitazione e soprattutto continuando ad aiutare i miei genitori nell’azienda di famiglia, credo di essere perfettamente in grado di mantenere un certo equilibrio tra il mio mestiere di attore e la mia vita privata. Voglio dire che nella vita reale sono me stesso senza filtri, cerco sempre di essere gentile con tutti, anche con chi a volte cerca di provocare o sminuire, anche se ammetto che mi indispone un po’ la superficialità di chi crede che il mestiere che faccio, che ritengo il più bello del mondo, sia soltanto un divertimento perché non si tratta solo di questo: c’è dietro tanto ma davvero tanto studio, molta fatica e anche se i pochi traguardi raggiunti ti danno grande soddisfazione e ti gratificano facendoti capire perché si ama tanto questo mestiere, a volte siamo anche costretti ad ingoiare dei bocconi amari, molto spesso aggiungerei.

-Il consiglio che posso dare ai ragazzi di oggi è di spegnere le consolle dei videogames. Bisogna uscire, conoscere, frequentare il prossimo,avere il più possibile relazioni con gli altri: parlare, ascoltarsi, osservare la gente per strada, copiare un tic o un comportamento di una persona che ci incuriosisce.Bisogna guardare tanti film, cercare di vivere pienamente la propria vita in modo che così possiamo trasmettere le nostre emozioni ed esperienze nell’ambito lavorativo, nella nostra recitazione. Ma soprattutto ci tengo a sottolineare che bisogna studiare tanto se si vuole arrivare come attori, studiare anche libri di psicologia umana perché è un mestiere che a che fare con le emozioni e le relazioni con gli altri. Poi una volta fatto tutto questo potete accendere il vostro smartphone e finalmente girare un cortometraggio!

-I miei progetti attuali a cui ho partecipato sono una pubblicità molto importante qui in Italia, quella delle Gocciole Pavesi, dove ho interpretato il ruolo di Tarzan e che uscirà nell’anno prossimo. Poi recentemente ho preso parte alle riprese di due progetti: una serie TV intitolata “La Fuggitiva” con Vittoria Puccini diretta da Carlo Carlei e un lungometraggio, la commedia “Per tutta la vita” diretta da Paolo Costella con nel cast tra gli altri Claudia Pandolfi, Filippo Nigro e Ambra Angiolini. Infine ad Aprile con la mia società di produzione, la Almost Famous Production, dopo aver realizzato il nostro primo lungometraggio in cui ho potuto esordire la regia: “Famosi in 7 giorni”, realizzeremo ad aprile il nostro secondo film che si intitola “l’orafo” ed è un thriller-horror dove interpreterò uno dei protagonisti. Nel cassetto ho anche il progetto di realizzare una mia seconda regia di un film sportivo: vorrei raccontare una storia a cui tengo tanto, ispirata a fatti realmente accaduti nel mondo del tennis, sport che pratico sin da quando ero ragazzino.


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